CGIL Matera - Stesso sangue. Stessi diritti.

Dettaglio comunicato

Appello al presidente della regione Basilicata

10 febbraio 2009

Signor Presidente,
nel nostro Paese la salute pubblica ed il benessere della “persona-individuo” sono sempre stati considerati diritti costituzionalmente garantiti; negli ospedali e negli ambulatori del nostro Paese nessun medico ha mai fatto distinzioni di colore della pelle, lingua, religione, credo politico, provenienza.

Infatti i medici italiani si sono sempre attenuti, nell’esplicazione delle loro attività, ai principi etici della solidarietà umana. Questo anche in virtù del fatto che l’Italia è stato, tra i Paesi dell’Unione Europea, quello che forse ha conosciuto, più degli altri, il dramma dell’emigrazione.

Per questo ci sconcerta, e non poco, l’ignobile norma, proposta su emendamento del leghista Bricolo, approvata dal Senato della Repubblica, che consente ai sanitari di denunciare, seppure assicurando le cure, i cittadini immigrati clandestini. E’ una disposizione distruttiva sul piano della convivenza civile e democratica che ripristina un clima già vissuto con le ronde, con la delazione, con la denuncia anonima delle persone di religione ebraica.

Non si può accettare questa norma, palesemente in contrasto coi principi della nostra Carta Costituzionale e con la concezione della salute come bene da salvaguardare e garantire a tutti indiscriminatamente. Essa rischia di scoraggiare i clandestini ad avvicinarsi alle nostre strutture sanitarie pubbliche, determinando così emarginazione sanitaria, e di promuovere cure clandestine di fortuna con possibilità che si diffondano malattie come TBC, malaria, scabbia.

Questa norma mette in pericolo soprattutto i bambini che rischiano di diventare invisibili danneggiando così la tutela dei diritti dell’infanzia.

Essa è un gravissimo passo indietro sul piano dei diritti e dell’integrazione e non aumenta la sicurezza ma anzi toglie solo valore al nostro sistema Paese e al Servizio Sanitario Nazionale.

In nome e per conto dei medici iscritti alla Cgil della provincia di Matera ci sentiamo in dovere, in questo difficile momento per il Paese in cui sono messi in discussione diritti e libertà garantiti dalla Costituzione, di invitarLA a percorrere la strada già intrapresa dalla vicina Regione Puglia e da altre regioni italiane che hanno deciso di estendere la copertura sanitaria agli immigrati e di chiedere il ritiro di tale aberrante norma.

Confidando nel suo immediato operato, la salutiamo cordialmente.
Matera, 10.2.2009

LA SEGRETARIA GENERALE CGIL MATERA                            
M. Manuela TARATUFOLO                    
 
IL SEGRETARIO GENERALE FP CGIL MATERA
Vito MARAGNO