I parcheggiatori e la precarietà
L’essenza del sindacato sta nello sconfiggere il senso di impotenza che attanaglia spesso i lavoratori di fronte alle difficoltà che si presentano nel loro percorso lavorativo.
IL lavoratore nasce e resta la parte più debole nel rapporto di lavoro, nonostante il contratto collettivo, nonostante i diritti, nonostante lo statuto dei lavoratori.
Oggi si respirava un’aria pesante durante lo svolgimento dell’assemblea, un’aria frammista di rabbia e delusione. Non si può giocare con la dignità della gente, a nessuno è permesso di umiliare chi ha bisogno di lavoro, chi ha nel suo lavoro, se pur precario, se pur part – time, l’unica fonte di sostentamento per sé e per la propria famiglia. Essere lì oggi di fronte alla miseria umana, di fronte alla povertà e precarietà che si potevano toccare con mano, è stato agghiacciante.
Non riusciamo a capire come chi rappresenta la nostra amministrazione comunale stia tranquillo rispetto a questa drammatica situazione che riguarda 21 lavoratori e 21 famiglie che si sommano al dramma dei lavoratori del mobile imbottito, della Ferrosud, della Valbasento.
La vicenda di questi 21 lavoratori fa ancora più rabbia perché a determinarla non è una crisi industriale o il fallimento di un piano industriale, ma è l’insensibilità di un’amministrazione che non guarda alla realtà della sua comunità.
Si amministra con le teorie, con le demagogie, con la superbia e non si ha la decenza e l’umiltà di riconoscere che su questa vicenda, ma anche su altre, si è miseramente toppato. Quando si guarda alla gente dall’alto e non negli occhi, il risultato è di non essere capaci di farsi interpreti dei bisogni e delle istanze di quella gente, il risultato è di non sapere leggere la realtà per quella che è ma di fare puri e sterili sofismi che portano al nulla.
Questa è l’amministrazione che non fa proroghe ma che non ha neanche alternative alle proroghe, quando scadono gli appalti di servizi esternalizzati; è l’amministrazione che bacchetta tutti, ma che non sa ripiegarsi su se stessa per riconoscere gli effetti devastanti che i suoi atti possono produrre nei confronti dei cittadini.
Se si ha la pretesa di giudicare l’azione altrui, bisogna essere impeccabili.
Questa amministrazione, in maniera convinta ha buttato, senza scrupoli, questi 21 lavoratori nel baratro della disperazione. Il mese di Agosto si avvicina e per queste persone significa termine del sussidio di disoccupazione.
Solo chi non sa cosa significa vivere con soli 400-500 euro, al mese, può permettersi di snobbare il problema di chi invece deve fare i conti con un salario così basso e risicato.
Questi lavoratori hanno figli e mogli a cui assicurare vitto, istruzione, vestiario: con l’avvicinarsi della fine del sussidio, neanche il minimo della sopravvivenza potranno garantirsi. La stretta al cuore, oggi si è avuta, quando un lavoratore alzando la mano, in assemblea, ha chiesto: ”scusate, conoscete qualche anziano a cui potrei fare da badante?mi vergogno a negare ai miei figli tutto, anche le cose necessarie”.
Questo è il triste scenario indotto da chi dovrebbe invece prevenire drammi sociali.
Non c’è cosa più facile che mettere in difficoltà un lavoratore, non c’è cosa più difficile che assicurargli tutela.
Avremmo preferito che questa amministrazione si fosse incamminata verso questa strada, quella della tutela, che è indubbiamente la più difficile ma anche quella che ingenera più soddisfazione. Invece si è propesi per la via più semplice, quella dell’indifferenza al problema, quella dell’accusa gratuita verso questi 21 lavoratori e verso chi sta cercando di difenderli. IL risultato è sotto gli occhi di tutti: tutto fermo, immobile con la presunzione però di attaccare gli altri….in questo, bisogna riconoscerlo, l’amministrazione ha davvero un gran coraggio!
Intanto la città vive un penoso stallo di cui pagano le conseguenze i lavoratori tutti, la comunità con i suoi anziani, i suoi giovani e i suoi precari in difficoltà serie. E l’aspetto sconcertante è che tutti notano e si accorgono di ciò tranne gli amministratori comunali di questa città abbruttita dall’assenza di azioni forti sul fronte dell’occupazione, del welfare, della lotta alla precarietà, della promozione della cura di questa città: il verde e la sua tutela a Matera è una chimera, così come lo è la raccolta differenziata dei rifiuti o la manutenzione delle strade.
Una situazione questa ormai intollerabile che bisogna avere il coraggio di rimuovere perché abbiamo il diritto di ricevere rispetto, lavoro, pane e libertà.
Matera, 6.6.2009
LA SEGRETARIA GENERALE CGIL MATERA
M. Manuela Taratufolo
LA SEGRETARIA GENERALE FILCAMS CGIL MATERA
Marcella Conese