MIGRANTI
Un tema molto attuale se guardiamo al fatto che nel nostro Paese sta, invece, per diventare legge un testo che introduce un tema esattamente opposto: il reato di immigrazione clandestina. Migrare non dovrebbe essere un reato. E invece in Italia diventerà legge un testo che contiene proprio il reato di clandestinità. Il disegno di legge 773bis “disposizioni in materia di sicurezza pubblica” è all’esame del Senato e sta per introdurre nella giurisprudenza italiana davvero un’aberrazione giuridica: cosa c’entra questa fattispecie di reato con la sicurezza dei cittadini? Intanto si trasforma un fenomeno sociale quale è l’immigrazione in un fenomeno criminale: il rischio è quello di una deriva giustizialista sull’immigrazione. L’ingresso e il soggiorno illegale dei migranti non rappresentano fatti che ledono e colpiscono beni, individuali e collettivi, meritevoli di tutela penale. Essi sono espressione di una condizione individuale, quella del migrante, così come lo è quella del povero. Volere punire queste situazioni significa punire una persona per il fatto che è nata “con l’accento sbagliato o in una condizione di difficoltà sbagliata”. La ratio di questo provvedimento non è la sicurezza pubblica ma proprio la volontà perversa di mettere in una condizione di inferiorità permanente i migranti. E di ciò si ha conferma esaminando alcune delle disposizioni contenute in questo disegno di legge così pericoloso e insidioso. IL permesso di soggiorno a punti sancirà una condizione di subalternità eterna per tutti gli stranieri, costantemente messi “alla prova” per dimostrare di essere “bravi e buoni”, nonostante decenni di onesto lavoro e di presenza regolare; l’altro aspetto vergognoso è il rischio che ingenererà questo provvedimento di avere bambini “invisibili”: se si vieta di registrare la nascita di figli a chi è sprovvisto di permesso di soggiorno, ci si incammina in un percorso delicato e irrispettoso della tutela dei diritti dell’infanzia; per non parlare poi del raddoppio dei tempi per il ricongiungimento familiare e dei balzelli (per una spesa fino a 200 euro) necessari ad espletare le pratiche relative al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Un provvedimento così impostato sottende la ferma e palese volontà di criminalizzare gli immigrati, di discriminare queste persone in relazione alla loro identità. E questo clima e intento noi lo abbiamo già vissuto con le leggi razziali: questo provvedimento è una nuova legge razziale legata, nella logica, a quella che fu alla base delle stesse nel 1938. A distanza di 70 anni, l’aberrante obiettivo di sancire la condizione di inferiorità dei migranti, riporta in auge una logica che ritenevamo fosse stata definitivamente superata. Naturalmente a farne le spese è anche la nostra Costituzione: nella nostra carta costituzionale, si prevede l’uguaglianza davanti alla legge e non certo il diritto diseguale su base razziale. Nel provvedimento che sta per essere approvato, si prevede invece che si possa applicare una sanzione più grave per uno stesso reato commesso da un italiano e da uno straniero irregolare.
Emerge una logica davvero diabolica che mira a sancire la condizione di inferiorità dell’immigrato verso cui non si promuove una politica dell’accoglienza e della regolarizzazione . Si condanna l’invasione ma poi non si fa nulla per sconfiggere il motore dell’immigrazione irregolare che risiede nell’economia sommersa. La legge che contiene queste disposizioni non è stata ancora approvata ma viene già applicata come se fosse legge dello Stato. E lo dimostra il fatto che il Ministro degli Interni ha ordinato i respingimenti in massa impedendo l’arrivo sulle nostre coste di centinaia di uomini e donne (magari in attesa di un bimbo), mettendo nel macabro conto dei rischi che queste procedure comportano, anche l’ipotesi che qualcuno di loro potesse morire oppure che medici zelanti abbiano sottratto il figlio alla madre sprovvista del permesso di soggiorno o presidi che non hanno consentito a studenti di partecipare agli esami di maturità perché privi del documento di identità e del codice fiscale. E’ pericolosa l’azione di questo governo perché criminalizza l’immigrazione e al contempo sceglie di continuare ad utilizzare gli immigrati irregolari in nero consolidando un modello di “casta” per cui essi possano svolgere solo lavori delle cinque “p”: pesanti, poco pagati, precari, pericolosi e penalizzati socialmente. Si rifiuta l’idea di una società multietnica e si “usano”gli immigrati per soddisfare certi “fabbisogni” (lavoro nero, economia sommersa). IL nostro auspicio è che quel provvedimento così vergognoso non venga approvato, ma sappiamo bene che il nostro auspicio è vano. Quel provvedimento purtroppo passerà ma non ci si può rassegnare alla deriva razzista e xenofoba che aleggia nel nostro Paese. Di fronte alla messa in discussione della dignità delle persone, di fronte all’umiliazione del diverso, tutti noi abbiamo l’obbligo morale di non tacere, di non rimanere indifferenti e di impegnarci acchè siano i principi di eguaglianza sociale e di legalità a connotare l’azione del nostro stato. La legge ha il suo fondamento nelle persone e deve rispondere ai bisogni delle persone umane, di tutte e non solo di alcune. Questo il monito che deve seguire al tema nobilmente trattato nella realizzazione del carro trionfale di quest’anno. La Segretaria generale CGIL MATERA Manuela TARATUFOLO